IL CANTO DEL SERPENTE
Guardo il regno
di fili d’erba,
una foresta verde
bagna la terra.
La corrente del Fiume
trascina nel mare
miriadi di lingue
sibillanti fra i denti.
In spire di cerchi
l’immagine si riflette
nel pozzo glaciale
dell’occhio del serpente.
Strisciando lentamente
si sfrega nella mente
depone le uova
code, veleno e denti.
In questo vostro mondo
quello che ovunque sento
è un solo stridente suono
Il Canto del Serpente.
Michele Guarnaccia

IL MONDO OLTRE QUESTO MONDO
Mi hai detto di credere
di non avere paura
di lasciarmi andare
di immergermi fino in fondo.
Solo così avrei trovato il tesoro
nascosto sotto il mare.
Un tuffo di testa
nell’acqua fredda,
accellerano i battiti
vedo solo il nero.
L’angoscia mi assale,
devo raggiungere il fondo per non morire.
Mi manca l’aria
sto soffocando
tutto è scuro come la pece
non ho più tempo.
La paura mi paralizza
Dio, voglio ritornare in superficie.
Le mie mani percepiscono qualcosa
i miei occhi vedono una luce fioca
sto toccando il fondo
lo trapasso.
Ora sono di là
qui tutto è bellissimo
Caldi colori
luce soffusa
leggero come una piuma
rido, piango e respiro.
Si respiro,
anche di qua si respira.
Michele Guarnaccia

MORTALMENTE IMMORTALI
Quando eravamo immortali, per passare il tempo, andavamo all’Ikea.
Tutti incolonnati nelle nostre autovetture per poter riempire i centri commerciali.
Litigavamo per le grandi squadre di calcio, sudavamo nelle palestre per poter primeggiare in bellezza nelle due misere settimane di vacanza al mare.
La parola d’ordine era “pronti per la prova costume”.
Quando eravamo ancora immortali, insegnavamo ai nostri figli la sacrosanta importanza di essere i primi a scuola per essere poi i primi nella vita. Scordando e ommettendo di dire che non tutti possono essere primi e che senza i secondi e i terzi non ci sarebbero i primi.
Noi immortali insegnavano ai nostri figli a vivere per il lavoro, per il conto in banca, per le vacanze, per il leasing e per il mutuo sulla casa.
Eravamo immortali, istruiti e assicurati per e sulla vita.
Una razza unica e speciale, signora e padrona della terra. Pianeta Terra nato solo per essere usato e sfruttato dagli immortali.
Poi ci siamo ritrovati all’mprovviso scioccamente Mortali.
Increduli abbiamo scoperto che la vita non assomiglia assolutamente a quello che avevamo sempre pensato.
Basta un piccolo virus e tutto cambia e torniamo ad essere umili e mortali.
Michele Guarnaccia
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